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Funny Games U.S.

Le motivazioni che hanno spinto Michael Haneke a rifare il suo Funny Games del 1997 sono abbastanza chiare: arrivare a quante più persone possibili. Dice lo stesso Haneke – ‘Il primo film non aveva raggiunto il pubblico cui era destinato, ovvero il pubblico anglofono, che è quello che consuma di più la violenza al cinema’. Il regista austriaco sabota così una delle pratiche più commerciali del cinema americano, quella del remake. Rigira il suo film inquadratura per inquadratura (‘Nel girare il remake mi sono posto un obiettivo del tutto inverso a quello abituale: anziché dedicarmi ad una creazione del tutto nuova, mi sono divertito a ricreare qualcosa che fosse il più identico possibile a una cosa già esistente’) utilizza attori famosi, Michael Pitt, Tim Roth, Naomi Watts (‘Ho posto una sola condizione: che la protagonista fosse Naomi Watts, per me la pura incarnazione del personaggio’) e si affida al remake per diffonde re il suo cinema altamente teorico e profondamente morale Ma è ora di iniziare a giocare. Perché, in Funny Games, Haneke gioca con lo spettatore. Certo, è un gioco sadico, a tratti insostenibile, ma pur sempre di un gioco si tratta. Ci sono dei ruoli e delle regole, che naturalmente è lo stesso Haneke a stabilire. Specularmente a questo c´è quanto accade all´interno della storia raccontata nel film. Una famiglia borghese (madre, padre, figlio e un cane) se ne va a passare le vacanze nella propria casa al lago.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76774

July 8, 2008 Posted by socesle | Uncategorized | | No Comments Yet